Successo a Vinitaly per il “Bolero DiVino”

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SUCCESSO A VINITALY PER IL “BOLERO DIVINO”

Presentato a Verona “Suonare il vino”, opera prodotta dal MAVV, il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite 

“Nella Reggia di Portici – dice il regista Arash Radpour – abbiamo fatto ballare le statue a suon di vino”

 

E’ stato uno degli eventi che ha magnetizzato l’attenzione dei tanti visitatori che hanno affollato il Padiglione Campania di Veronafiere, nell’ambito del Vinitaly 2019“Suonare il vino – Bolero diVino” del regista Arash Radpour e del musicista Robert Tiso, è l’opera prodotta da MAVV – Wine Art Museum, e realizzata alle pendici del Vesuvio, che sintetizza la cifra culturale che unisce vino, arte e musica, caratterizzando perfettamente la mission del Museo dell’Arte, del Vino e della Vite, ospitato a Portici dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II.

“L’idea del brano suonato con l’arpa di vetro è un tributo a Fellini, che nel suo film ‘E la nave va’ ambienta nelle cucine un concerto con un’arpa di cristallo – dice Arash Radpour -. Lo vidi da bambino e mi restò impresso nella mente: da allora ho spesso cercato di ricreare suoni con i cristalli. Quando Eugenio Gervasio, fondatore del MAVV, mi chiese un video per abbinare arte ed enologia pensai subito al vino da suonare, sostituendolo all’acqua distillata come cassa armonica per  irradiare suono e musica”.

Arash Radpour ha puntato sul Bolero di Ravel, un brano che coniuga sensualità e passione, elementi il grado di rappresentare le emozioni che uniscono vino, cultura alimentare e Sud.

“Ho scelto un artista come Robert Tiso – prosegue Radpour – perché conoscevo le sue esecuzioni e perché lo ritengo il migliore, in questo momento in Italia, per questo tipo di strumento. Robert ha aderito con entusiasmo e abbiamo realizzato questo lavoro in appena due giorni nella Reggia di Portici”.

Nel “Bolero diVino” la sensualità ha anche il volto delle statue nella corte di accesso all’orto botanico di Portici: “una sorta di danza – aggiunge il regista -: si desiderano da sempre, ma sono bloccate, non potranno mai raggiungersi, sono destinate in eterno a guardarsi senza potersi mai toccare. Nella Reggia di Portici abbiamo fatto ballare le statue a suon di vino”.

Il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite (MAVV – WINE ART MUSEUM) è promosso da un gruppo di manager e professionisti tra cui Eugenio Gervasio, Paolo Fiorentino e Francesco Castagna, e si avvale di un Comitato scientifico che vede la partecipazione, tra gli altri, di Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria; Luigi Moio, ordinario di Enologia; Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde; e Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti sanitarie e della Farmacia storica degli Incurabili.

“La nostra presenza a Vinitaly nell’ambito del workshop dedicato ai vini vulcanici campani – dice Eugenio Gervasio, Founder & CEO MAVV – rappresenta al meglio la nostra mission di far conoscere il mondo del Vino anche come patrimonio artistico, culturale, scientifico e storico del territorio, promuovendo il settore enologico come risorsa dello sviluppo economico”.

Il MAVV è strutturato in un percorso multisensoriale per la Wine Experience che propone anche visite nei territori e nelle eccellenze a vocazione enologica.

 

 “Le attività espositive culturali e formative – conclude Eugenio Gervasio – fondano sullo stretto rapporto tra arte e cultura, attraverso eventi che legano, nel nome del gusto e del bello, il vino alle arti visive, all’archeologia, alla moda e allo spettacolo. Il tutto, con un format che coniuga innovazione e tradizione, attraverso exhibit multimediali, laboratori e percorsi sensoriali”.

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