Salerno, tesoro da scoprire

Il “Consorzio Vita Salernum Vites” nasce nel 2012 come associazione senza fini di lucro,
regolamentata dall’articolo 2602 del Codice Civile, promosso dagli operatori economici
coinvolti nelle singole filiere con la precisa funzione di tutelare le produzioni vitivinicole Doc e
Igp territorialmente riconosciute dalla normativa comunitaria. A tal fine, ha ottenuto con
Decreto Ministeriale n. 42292 del 09/06/2015 il riconoscimento e l’attribuzione dell’incarico
a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e
cura generale degli interessi (di cui all’art. 17 comma 1 e 4 del D. Lgs. 8 Aprile 2010 n. 61) per
le DOC Cilento, DOC Castel San Lorenzo e la IGP Paestum e la IGP Colli di Salerno.
Successivamente, con integrazione al decreto del 9 giugno 2015, gli è stato riconosciuto
l’incarico a svolgere analoghe funzioni e cura generale degli interessi di cui all’articolo 41,
commi 1 e 3 della legge 12 dicembre 2016 n. 238, per la DOC “Costa d’Amalfi” (Decreto
Ministeriale n. 39417 del 17 maggio 2017).
“Siamo chiamati a svolgere importanti compiti istituzionali – sottolinea Luigi Scorziello,
Presidente del Consorzio – e a intervenire in rappresentanza e a tutela di tutte le imprese che
partecipano alla produzione delle denominazioni per cui ha ottenuto tale riconoscimento. In
particolare per le DOC Cilento, DOC Castel San Lorenzo e la IGP Paestum e la IGP Colli Di
Salerno svolge tali compiti in rappresentanza e a tutela di tutte le imprese siano esse
consorziate o meno”.
Oggi il Consorzio conta 130 soci effettivi: possono aderire tutti gli utilizzatori delle DOP e IGP
tutelate che esercitano una o più attività produttive di viticoltura, vinificazione e
imbottigliamento.
Un potenziale da recuperare
Sono oltre 3mila (3138) gli ettari vitati in provincia di Salerno, ma appena il 10% delle
produzioni è certificato. Un potenziale da recuperare.
I vitigni a bacca nera più coltivati sono le varietà barbera e aglianico mentre, per il bianco,
malvasia e fiano. Il territorio esprime tre Doc e due Igp per quasi 2 milioni di bottiglie
prodotte ogni anno; la doc con maggiore produzione è il Cilento con quasi 70 ettari e una
produzione di quasi 4mila ettolitri.
Purtroppo negli anni molte sono le quote vitate andate perse. E’ il caso, per esempio, della Doc
Castel San Lorenzo di cui restano scarsi 10 ettari certificati per pochissime bottiglie prodotte.
“La certificazione è un valore aggiunto per la produzione – aggiunge il Presidente Scorziello -;
da sola, la qualità non basta. Il vino certificato è sempre più importante e solo questo può
permettere alla nostra agricoltura di essere competitiva, di crescere e di dare reddito ai
produttori. Non è un caso che le aziende con vino Doc e Igp della provincia di Salerno sono
quelle che hanno anche le migliori performance in termini di fatturato ed export, con oltre il
40 per cento della produzione esportata nei mercati esteri”.
“Il domani della vitivinicoltura della provincia di Salerno – conclude Luigi Scorziello,
Presidente del Consorzio – dipende da come si intende valorizzare ora questa risorsa, e da
quanto gli attori della filiera sapranno condividere un’idea progetto che sia comune per il
futuro”.
Francesco Bellofatto