La vite, dal Caucaso al Mediterraneo Orientale

L’archeologia della vite è un tema complesso e molto affascinante, nel senso che la vite è una delle prime piante che cominciano ad essere coltivate dall’uomo in un’area che si immagina potesse essere quella del Caucaso. “Progressivamente – spiega Gaetano Di Pasquale, ricercatore di Botanica del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli – questa coltivazione si espande verso il Mediterraneo Orientale, ed è una storia che ha diverse migliaia di anni. Possiamo raccontare questa storia con diversi approcci, dialogando con l’archeologia che ci fornisce materiali botanici che vengono fuori dagli scavi e poi dopo, guardando il paesaggio attuale e andando all’indietro, quindi riscoprendo quelle che sono le tracce di attività di produzione più recenti, ma comunque antiche di qualche secolo”.

Come si sta muovendo la ricerca in questo settore?

“Da un lato – risponde Di Pasquale – stiamo attivando collaborazioni con le Soprintendenze, per esempio con Pompei stiamo lavorando per ricatalogare tutti i materiali botanici che sono conservati nei magazzini, e tra questi ci sono anche tracce di vite, che possono raccontarci determinati aspetti della viticoltura di epoca romana, poi ci sono altri contesti archeologici che stiamo esplorando per ricostruire la viticoltura antica, che a secondo dalle epoche può essere romana, precedente o posteriore, e poi le ricerche per l’altro filone riguardano le indagini mirate sul territorio, come nel caso della collina Miradois a Napoli, dove è stato caratterizzato quel territorio ella sua storia degli ultimi secoli dove, come in altre zone collinari napoletane, anche lì era presente un’attività finalizzata alla produzione di vino”.

Il filo che unisce le coltivazioni del vino in Campania e in Georgia è stato al centro dell’incontro tra il Presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, componente del Comitato Scientifico del MAVV Wine Art Museum; e Zurab Pololikashvili, Segretario Generale UNWTO, organizzazione dell’Onu sul Turismo. Nel corso del confronto sul rilancio del turismo sostenibile nei settori dell’enogastronomia, dei parchi nazionali e della biodiversità naturale, Pecoraro Scanio ha consegnato al Segretario Generale UNWTO un messaggio della Fondazione UniVerde e del MAVV Wine Art Museum.

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