Il Museo

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Il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite (MAVV – WINE ART MUSEUM) intende far conoscere in modo diffuso il mondo del Vino anche come patrimonio artistico, culturale, scientifico e storico del territorio e promuovere il settore enologico come risorsa dello sviluppo economico.

L’idea progettuale nasce dal lavoro di un gruppo di professionisti e manager amanti del bello, appassionati del vino e esperti di sviluppo territoriale, che hanno unito le proprie competenze per costituire una nuova impresa che ha l’ambizione di diventare punto di riferimento nel mondo del vino, con particolare attenzione ai settori del marketing e della comunicazione ad esso collegati.

Il Museo dell'Arte, del Vino e della Vite, è ospitato ed incardinato nel Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli, diretto dal prof. Matteo Lorito. Esso si avvale di un prestigioso comitato scientifico presieduto dal prof. Luigi Moio, coordinatore del corso di Laurea in Scienze Enologiche dell’Università di Napoli Federico II ed enologo di fama mondiale. Il MAVV è un percorso multisensoriale per la Wine Experience che propone anche visite nei luoghi, nel territorio e nelle eccellenze a vocazione enologica.

Le Sedi

Il MAVV avrà una sede principale istituzionale, presso il Polo Museale della Reggia di Portici, nella quale saranno svolte le attività espositive, museali, culturali e formative e dei satelliti virtuali e punti espositivi tematici, itineranti e collocati in suggestive aree vitivinicole particolarmente vocate della Campania. Questi ultimi faranno da collettore tra il tessuto produttivo locale e gli enoturisti attraverso l’organizzazione di mostre, fiere ed eventi sulla promozione e la divulgazione dei prodotti locali di alta qualità e le tipicità del territorio. Inoltre, sotto la direzione divulgativa e scientifica del prof. Gennaro Rispoli, presso il Museo delle Arti Sanitarie - Farmacia Storica degli Incurabili - è ospitato il Laboratorio Alchemico di grande interesse e suggestione per la didattica ed il turismo culturale.

Reggia di Portici

Il MAVV – Wine Art Museum ha sede nella prestigiosa Reggia di Portici, un edificio voluto da Carlo di Borbone, quando invitato dal principe di Elboeuf Emmanuele Maurizio di Lorena a trascorrere una giornata nel suo palazzo di Portici, si innamorò del luogo e decise di costruirvi una residenza estiva. La direzione dei lavori fu affidata al romano Canevari, e per decorare le sale furono chiamati pittori quali Giuseppe Bonito. Le sculture e le statue del parco, realizzate in marmo di Carrara, sono invece attribuite al Canart. I lavori della Real Villa terminarono nel 1742 e molte delle famiglie aristocratiche del tempo fecero a loro volta costruire ville nei dintorni, creando una singolare concentrazione di palazzi e giardini noti oggi come Ville Vesuviane, patrimonio culturale di grande rilievo. Nel corso degli anni la Villa subì varie modifiche: originariamente ideata su una pianta quadrata venne ampliata nel periodo francese con una intera nuova ala verso il mare ed una orientata verso il Vesuvio. L'edificio è caratterizzato da una superba facciata con ampie terrazze e balaustre. Un ampio vestibolo conduce al piano nobile con uno scenografico scalone lungo il quale si possono ammirare statue provenienti dall'antica Ercolano, da dove provengono anche altri elementi architettonici presenti nella fabbrica. Di particolare rilievo artistico, il "salottino di porcellana" della Regina Maria Amalia, originariamente presso il palazzo, attualmente viene conservato al Museo di Capodimonte di Napoli. Elemento di rilievo del complesso architettonico, il grande parco, caratterizzato da lunghi viali, e strutturato come un giardino all'inglese, originariamente riserva di caccia del Re Borbone e che si estendeva dal mare alle pendici del Vesuvio. La Reggia fu acquistata dall'Amministrazione Provinciale di Napoli nel 1871 con lo specifico e dichiarato intento di destinarla a Scuola Superiore di Agricoltura, la prima per l'Italia meridionale ed insulare, la terza in Italia, preceduta da quelle di Pisa e di Milano dopo (1870). La scuola, di durata triennale, fu legalmente riconosciuta con regio decreto del 14-1-1872, n. 658, l'inaugurazione avvenne il 9-1-1873. A partire dall'anno accademico 1893-94, la durata dei corsi passò a quattro anni e con l'anno scolastico 1924-25 la scuola, per effetto del decreto n. 2492 del 3-8-1923, assunse il nome di Istituto Superiore Agrario e dipendeva completamente dal Ministero dell'Agricoltura. Con l'anno accademico 1935-36, a seguito del passaggio al M.P.I., l'Istituto assunse il nome di Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli. A partire dall'a.a. 2013-2014, in ottemperanza alla Legge Gelmini, nella Reggia di Portici è stato istituito il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, la cui direzione è stata affidata al Prof. Matteo Lorito.

Museo Arti Sanitarie – Farmacia storica degli Incurabili

Il luogo più bello dell’incontro tra scienza e arte è certamente la Farmacia storica negli Incurabili, che è anche la parte più mirabile e meglio conservata dell’antico ospedale del Reame. Insuperato capolavoro del barocco-roccocò, è al tempo stesso efficiente laboratorio del farmaco ed intrigante luogo di rappresentanza per l’élite scientifica dell’Illuminismo napoletano. La successione delle sale: controspezieria, sala grande, laboratori; mostra un rigoroso controllo degli spazi connesso all’efficienza di una moderna farmacia insieme ad una sapiente armonia costruita dai rimandi di colore dalle “riggiole” alle maioliche, dagli stigli agli intagli dorati. Domenico Antonio Vaccaro nel 1729 eseguì i disegni per la nuova Fabbrica dovrà farsi per l’allargamento dell’ospedale di questa Santa Casa . L’elegante doppio scalone in piperno della farmacia, che si affaccia sul cortile come quello di una villa particolare che si affaccia in giardino (così sostenne Roberto Pane), avvolge il bronzo raffigurante Maria Lorenza Longo. Le rampe conducono alla Loggia impreziosita da portali marmorei sormontati da vasi e mascheroni diabolici simboleggianti la doppia natura del farmaco: da un lato guarisce, dall’altro può divenire veleno. Probabilmente l’impianto interno della farmacia fu curato tra il 1747 ed il 1751 dall’ ingegner Bartolomeo Vecchione che si servì di raffinate maestranze napoletane : Fucito per la falegnameria, gli stigli, il grande bancone; Di Fiore e Matarazzo per gli intagli e le dorature; Crescenzio Trinchese per i marmi e l’urna della Teriaca; i riggiolari Massa per le maioliche decorate da Lorenzo Salandra.

Attualmente si accede attraverso la controspezieria, ambiente caratterizzato da un grande bancone in radica di noce e con un soffitto spartito in due cupole ellittiche inframezzate da una trave avvolta da un drappo in stucco ornato con putti. Le pareti sono rivestite da stigli di farmacia che culminano con pinnacoli a piramide dorata e contengono vasi in ceramica decorati en camaieu bleu con paesaggi fantastici e figure. Gli stigli sono impreziositi da due alzate di farmacia in legno dorato con 66 nicchie l’una contenenti vasi e ampolle in vetro con all’interno ancora residui di prodotti farmaceutici (sia polveri che resine che liquidi). Molti vasetti presentano un cartiglio indicante il preparato farmaceutico e non sempre sono corrispondenti alle specialità indicate nel ricettario incurabilino risalente alla fine del Settecento. Effettivamente esistono prodotti tipo fitobezoari e prodotti di origine minerale o dal mondo animale (mandibole e denti di animali marini) che rappresentano un chiaro rimando alla più antica tradizione alchemica ed esoterica. Così come nell’ambiente retrostante, verosimilmente anch’esso inserito nei locali di laboratorio con forni, mortai ed alambicchi per allestire i galenici e i preparati chimici, esiste una grande urna marmorea, realizzata da Crescenzio Trinchese ed allocata in una nicchia, contenente la panacea per ogni male, la Teriaca o Triaca.

Il Direttore del Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia storica degli Incurabili, nonché Presidente dell'Associazione "Il Faro d'Ippocrate" è l'eminente chirurgo Prof. Gennaro Rispoli.

Percorsi multisensoriali

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Il MAVV è una realtà altamente innovativa in quanto, nella sua funzione documentativa e didattica, propone percorsi multimediali e multisensoriali per catturare interesse, attrarre visitatori e stimolare curiosità esperienziale completa nella fruizione dei contenuti con la realtà immersiva. La comunicazione museale costituisce un aspetto strategico che si concretizza attraverso un percorso in cui il visitatore viene messo in condizione di vivere un’esperienza che lo coinvolge in modo completo e stimolante, non solo attraverso informazioni e notizie multimediali in modo originale ed innovativo, ma facendogli anche provare sentimenti ed emozioni che sinteticamente rappresentiamo come “Wine Experience”.

L’iniziativa, che fonde cultura e creatività, intende raccontare in modo originale e innovativo la nostra terra e i nostri luoghi attraverso eventi, storia e tradizione, divulgandone saperi e sapori. Nello store online è possibile l'acquisto di vino di prodotti derivati, gadget e l’offerta per percorsi di enoturismo denominati “Le Vie del Vino”.
L’elemento espositivo museale diventa così un plusvalore soprattutto per il vino del territorio, ricostruendone l’origine culturale, legata indissolubilmente alla storie e alla cultura, facendola diventare divulgazione scientifica, narrazione e esperienza sensoriale.



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